• Marina

WIMBLEDON NEL MONFERRATO

Questa settimana è iniziato IL torneo di tennis per eccellenza: Wimbledon.

Chiunque sia appassionato di questo sport almeno una volta nella vita ha sognato di poter giocare anche solo un punto su quell’erba storica, che ha visto nascere campioni come Nadal, Federer e Djokovic.



Ma lo sapevate che il cugino italiano del tennis è il tamburello?


Ebbene si, uno sport nato nel XVI secolo, in pieno medioevo. A partire da questo secolo infatti, tennis (ai tempi chiamato pallacorda) e tamburello hanno iniziato a svilupparsi e diffondersi.

Tra i due sport c’è sempre stato un sottile legame: il tamburello trae le sue origini dalla “paletta” che veniva usata da chi non poteva permettersi una regolare “racchetta con le corde” (la moderna racchetta da tennis). Anche le regole sono simili, a parte qualche differenza nei punteggi e conteggi di game e set.


Se siete di Roma andate a curiosare al Foro Italico, nello Stadio Pietrangeli, tempio del tennis italiano: troverete una statua del “Giocatore di Tamburello”, a ricordare quanto i due sport siano strettamente legati.


E se vi dicessimo che il tamburello è tutt’oggi uno dei simboli del Monferrato?



In molti paesi monferrini le piazze, spesso sovrastate da cinta murarie di epoca medioevale o da muri di sostegno, si trasformano in sferisteri, luoghi in cui si pratica il tamburello a muro, il “Tambass”.


Sul finire degli anni ‘60 il tamburello in Monferrato contava addirittura più del calcio di serie A tanto che la domenica, dai 36 campi di tamburello del Monferrato, la RAI organizzava una trasmissione radiofonica chiamata “90° minuto del tamburello” che trasmetteva in diretta i risultati dai campi del Monferrato.




Oggi è uno sport più vivo che mai, con oltre 700 giocatori e 50 squadre iscritte ai vari campionati tra Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Toscana.


Uno sport storico, spettacolare ed emozionante.

Il nostro Wimbledon nel Monferrato.