• Marina

Il Monferrato degli Infernot, patrimonio dell'umanità UNESCO

Quasi ogni vecchia cascina o abitazione di campagna ne conserva gelosamente uno.

Possono essere molto piccoli o grandi quasi come un monolocale in centro a Milano.

Stiamo parlando degli Infernot: dei veri e propri scrigni sotterranei pensati e nati dall’inconsapevole genialità e maestria contadina e popolare.

Il nome deriva dal provenzale enfernet e descriveva una prigione angusta, come angusti erano i primi piccoli vani scavati nei sotterranei delle abitazioni private. Il termine è poi diventato caratteristico di questo tipo di cantine e con il tempo è stato usato anche per descrivere locali più ampi. Ne sono testimonianza testi antichi come quello che, nel 1679, illustra la maestosa cantina della Venaria Reale.

Insieme alle colline del Monferrato sono stati riconosciuti patrimonio dell’Unesco, una ricchezza da valorizzare, nell’ottica di riscoperta e salvaguardia del territorio monferrino.

Come e perché erano costruiti?

Gli Infernot erano scavati nella roccia arenaria, tipica del Basso Monferrato, con un piccone e tanta buona volontà dai contadini dei secoli scorsi che avevano la necessità di avere un locale dalla temperatura e umidità costanti, privo di luce e dell'areazione naturale, per conservare carne, formaggi, verdure e soprattutto il buonissimo vino locale.

Non solo frigoriferi naturali

Oltre alla loro funzione di perfetti conservatori di cibo, alcuni Infernot sono espressione dell'arte architettonica di quel tempo. Venivano costruiti da scultori monferrini durante gli inverni, aiutati da contadini e viticoltori quando non erano impegnati nelle attività agricole. Il lavoro poteva anche durare 2, 3 o 5 anni!

Dove trovarli

Esistono infernot molto noti, come quello che ospita il Museo Gancia a Canelli, dove viene conservata una collezione di prodotti storici di Casa Gancia, dal primo spumante italiano agli attestati di fornitura dell’azienda alla casa reale e allo stato pontificio. Altri invece sono completamente nascosti e visitabili solamente bussando alle porte delle cascine sparse nel territorio o in occasione di qualche sagra locale.

Hai quasi l’imbarazzo della scelta per iniziare la vostra avventura nelle viscere della terra monferrina, ma noi ti suggeriamo di partire da Cella Monte, uno dei comuni in cui gli Infernot sono più numerosi e più raffinati. Non a caso è stato scelto come sede dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni.

Puoi poi proseguire un po’ più a sud, a Vignale Monferrato, dove, all’interno del Palazzo di conti Callori, puoi trovare un Infernot scavato in un antico fondale marino: sulle pareti sono, infatti, visibili alcune conchiglie e perfino un dente di squalo!

Oppure spostarti di pochi chilometri verso est, fino a Campagna Monferrato dove nell’Infernot di Nello Scagliotti si possono ammirare lungo i corridoi delle nicchie datate, protettrici di bottiglie pregiate che venivano murate alla nascita di un figlio e aperte solo in occasione del compimento del loro diciottesimo anno di età.

A questo link puoi trovare tutti gli Infernot più suggestivi e magici del territorio. https://www.ecomuseopietracantoni.it/il-monferrato-degli-infernot/

Insomma, visitare una di queste meraviglie sotterranee è una tappa obbligatoria per diventare dei veri cultori del Monferrato.


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