• Marina Capra

Storia di Casale Monferrato, capitale monferrina

Aggiornato il: set 30

Città incredibile le cui tracce risalgono a epoche molto antiche, come la necropoli dell’età del Bronzo.

Il circolo culturale de I Marchesi del Monferrato oggi ci fa conoscere Casale Monferrato, considerata da tutti la capitale del territorio, grazie all'aiuto di Dionigi Roggero.


Fino all'epoca romana

I primi abitanti delle terre casalesi furono i Liguri, i quali si insediarono sulle rive del Po, poi arrivano i Celto-Galli dai quali abbiamo ereditato molti vocaboli del nostro dialetto ed infine si stanziarono i Romani che fondarono il "municipium" Vardacate (citato anche nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio) oggi conosciuto come la città di Casale Monferrato.


L'anno Mille

Si narrano storie differenti che arrivano all'anno Mille quando le impenetrabili grotte dei Saraceni (a Moleto, nei pressi di Ottiglio) si trasformano in sicuro rifugio dopo le scorrerie dei feroci invasori e il grande Aleramo ottiene l'ambito possesso della marca di Monferrato.

L'indipendenza da Vercelli

E' il 988: Casale di Sant'Evasio è un piccolo centro a ridosso del Po e delle colline che inizia a crescere e inizia a cercare l'indipendenza dal comune di Vercelli. Dopo un primo tentativo fallito in seguito ad un assedio nel 1215, i casalesi si riorganizzano costruendo mura e torri con le insegne ghibelline, subendo altre minacce dai potenti stati confinanti, fino all'arrivo del marchese di Monferrato, prima in veste di tranquillo paciere, poi di signore assoluto. Estinta nel 1305 la dinastia degli Aleramici (molti marchesi furono sepolti nell'abbazia cistercense di santa Maria di Lucedio, presso Trino), il Monferrato passa ai Paleologo, i quali dopo la perdita di Chivasso (1435) trasferiscono la capitale del marchesato a Casale, che diventa sotto il regno del marchese Guglielmo VIII sede di diocesi unendo alla cattedra vescovile il meritato titolo di città (1474).


L'inizio della città di Casale come la conosciamo

Casale diventa un centro politico, religioso e culturale: viene istituito il Senato di Monferrato, viene fondato l'ospedale di Santo Spirito e vengono realizzate le chiese e palazzi che vediamo ancora oggi.


I Gonzaga

Esaurito anche il ramo paleologo con la morte di Gian Giorgio (1533), il trattato di Cateau Cambrésis (1559) assegna definitivamente il Monferrato ai Gonzaga, che reprimono con violenza la congiura di Oliviero Capello (1567), cancellando per sempre gli antichi privilegi comunali sempre riconosciuti dai Signori di Monferrato. La nobile residenza monferrina è trasformata dalla dinastia mantovana in una piazzaforte potenziata dall'inespugnabile Cittadella a sei bastioni (1590-95) voluta dal figlio Vincenzo I su progetto di Germanico Savorgnan, esponente della nota dinastia di architetti militari friulani.

Il Seicento e Settecento

Il Seicento è un secolo sfortunato che vede il Monferrato al centro di guerre e saccheggi tra Spagna e Francia che si scontrano per il controllo di Casale e della sua poderosa fortificazione esagonale che tuttavia resiste ai drammatici assedi (ricordati dal Manzoni e da Umberto Eco), ma non agli accordi segreti franco-sabaudi che ne prevedono nel 1695 l'atterramento per motivi di sicurezza.

Per i suoi legami con la Francia, l’ultimo duca di Mantova e Monferrato Ferdinando Carlo Gonzaga-Nevers è dichiarato traditore dell’Impero dalla Dieta di Ratisbona del giugno del 1708. Poco dopo, l’imperatore Giuseppe I assegnava l’investitura del ducato di Monferrato a Vittorio Amedeo II di Savoia. Con il successivo passaggio ai Savoia, ratificato nel 1713 dalla pace di Utrecht, Casale perde il ruolo di capitale, ma si trasforma profondamente, abbandonando il sapore di fortezza per diventare sempre più urbana diventando sede delle dimore dei nobili casalesi. Splendida negli stucchi degli edifici civili e religiosi prodotti dalla genialità costruttiva scapittiana, la città subisce una nuova metamorfosi migliorando del pari la qualità della vita grazie alla politica sabauda di creazione delle necessarie strutture di pubblica utilità e di ampie aree verdi, come i giardini pubblici, sorte sugli spalti della fortezza demolita e mai espugnata.


Per chi ama la storia

Questo è solo un piccolo riassunto delle vicissitudini che ci hanno affascinato. Se siete curiosi, vi consigliamo di leggere Storia del Monferrato – Le origini, il Marchesato, il Ducato” di Carlo Ferraris e Roberto Maestri, la cui pubblicazione è stata sostenuta e patrocinata da Consiglio Regionale del Piemonte, Provincia di Alessandria, Fondazione CRT, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

Lo trovate a questo link --> http://www.marchesimonferrato.it/2017/06/28/storia-del-monferrato/



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