• Marina Capra

Fritto misto alla piemontese: dolce o salato?

Il fritto misto piemontese detto anche Fricia o è un classico della cucina monferrina che allieta il palato di molti, ma non è per tutti!

Le origini

Degli animali macellati non si butta via nulla.

Questo è il motto alla base della nascita di questo succulento piatto monferrino nato quando le famiglie avevano gli animali e li macellavano in casa. Una volta tagliati i pezzi "buoni", i contadini prendevano gli scarti della macellazione come fegato, polmone, animelle e cervella, li impanavano nel pan grattato e poi li friggevano. Solitamente il tutto era servito con i sanguinacci. Con il tempo alla parte salata è stata aggiunta quella dolce rappresentata da mele, amaretti e semolino dolce.


La ricetta

La Fricia nel corso dei decenni si è trasformata con prodotti un po' più raffinati ma, secondo le ricerche dell’Accademia della Fricia (del quali purtroppo non si trovano più notizie dal 2015), è composta da 14 parti di cui 9 salate, 5 dolci, e 2 accompagnamenti: bistecca di maiale, bistecca di coscia di vitello, salsiccia di suino, filoni, animelle, cervelle, fegato bovino, polmone bovino, granelle, semolino (friciulin), semolino al cioccolato, bignola al cioccolato, mela in pastella, amaretto (in pastella),carote fritte, bagnet verd (bagnetto verde). Ogni parte viene fritta dopo il passaggio in uovo e pangrattato , tranne la mela e l’amaretto e le carote.


Siate coraggiosi. Non fatevi spaventare dall'idea di assaggiare questi ingredienti insoliti e anche voi vi innamorerete di questo nostro tipico piatto del Monferrato.

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